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Ternana, la stagione ai raggi X: solo un cameo per Vives

Vives

Avrebbe dovuto guidare le Fere con la sua qualità, ma un infortunio misterioso lo ha messo subito fuori uso. Una rivincita da dirigente

Per fare un paragone cinematografico, ha avuto suo malgrado solo un cameo, cioè una apparizione, nel copione del film di una Ternana chiamata a vincere il campionato. E pensare che, invece, avrebbe dovuto avere un ruolo da attore protagonista. La strana e sfortunata stagione di Giuseppe Vives, acquistato per guidare il centrocampo con la sua qualità ma tenuto fuori da un problema fisico al quale mai è stata trovata una vera e definitiva soluzione. Stagione strana, per il giocatore voluto in rossoverde dall’allora allenatore Luigi De Canio che lo aveva avuto già anni prima con  sè.

UN METRONOMO DI GARANZIA. Giuseppe Vives è stato uno dei tanti calciatori arrivati a Terni dalla Pro Vercelli. Un nome importante e altisonante. Ex bandiera del Torino, arrivato ai 38 anni di età in auge e in piena attività agonistica. Mai un problema fisico, ma soprattutto prestazioni fatte di alta qualità. Giuseppe VivesMediano centrale, dotato di ottime geometrie, Giuseppe Vives doveva essere il leader indiscusso del centrocampo rossoverde. La Ternana, reduce dalla retrocessione amara dalla serie B alla serie C e dall’altrettanto amaro mancato ripescaggio, ha incentrato la stagione sull’obiettivo di tornare subito tra i cadetti. Obiettivo, alla fine, miseramente fallito, per una serie di motivi e circostanze. Vives era il perno centrale di questo progetto. E le prime partite estive, con due trurni di Coppa Italia passati, facevano ben sperare, viste anche le prove del giocatore.

DUE PARTITE, POI LO STOP. Il campionato rossoverde cominciato in ritardo per le vicende estive legate ai ricorsi sul ripescaggio, ha visto Giuseppe Vives ai nastri di partenza. De Canio ha affidato a lui la regia del centrocampo. A Pesaro, la Ternana ha fatto il suo esordio nel torno di serie C pareggiando 0-0 ma dopo aver dominato la partita. E Vives è risultato tra i migliori in campo. La settimana successiva, gara in casa con il Renate, con un pareggio (1-1, stavolta) meno confortante rispetto a quello precedente. Giuseppe VivesVives era in campo ed ha giocato bene. Finché nel secondo tempo non ha chiesto la sostituzione. De Canio, dunque, lo ha tolto per dare spazio al giovane Pobega. Nessuno avrebbe, allora immaginato, che quella sarebbe stata la seconda e ultima apparizione di Vives nella Ternana. La prima diagnosi dell’infortunio parlava di una lesione muscolare di primo grado e lasciava spazio ad un certo ottimismo di rivedere in campo il mediano in meno di un mese.

IL MALE OSCURO. Invece, era solo l’inizio di un calvario. Perché da quel 7 ottobre 2018, Vives non avrebbe mai più fatto rientro in campo. Tutto l’autunno e tutto l’inverno sono trascorsi nella speranza vana di poterlo rivedere pronto. Per due o tre volte, l’ex torinista sembrava ristabilito, tanto che aveva pure provato a cominciare a riallenarsi in gruppo. Anche De Canio era ottimista sulla possibilità di recuperarlo presto. Ma ogni volta che provava a riallenarsi con gli altri, succedeva qualcosa che lo bloccava di nuovo. Il dolore non voleva passare. Passava, invece, il tempo. E passavano le giornate senza Vives in campo. Si è sperato anche nella pausa invernale dopo il poriodo natalizio, affinché desse al giocatore il modo di recuperare bene. Nel frattempo, nel giorno delle contestazioni a mister Luigi De Canio alla vigilia di Natale a Campitello, anche lui è stato nel mirino di un gruppo di tifosi che lo hanno apostrofato con parole non proprio carine. Nulla da fare. Alla ripresa del campionato, il problema fisico di Vives non era ancora scomparso. Un problema fisico al quale più volte lo staff medico rossoverde aveva creduto di dare una spiegazione, per poi capire che qualcosa continuava comunque a non andare. I tifosi presenti a una seduta di allenamento di gennaio, ricordano ancora il lungo e a tratti movimentato colloquio (nella foto sotto) in una delle panchine dell’antistadio tra lui e l’allora presidente Stefano Ranucci, insieme anche all’allora club manager (oggi vicepresidente) Paolo Tagliavento, il dottor Crapa e un direttore Luca Leone un po’ più defilato. Un momento nel quale, probabilmente, il centrocmposta si stava anche un po’ sfogando per una situazione della quale non riusciva a venire a capo. In quel periodo, Vives aveva cominciato nuove terapie per ovviare al suo problema.

ADDIO ALLE FERE. L’avventura tra Giuseppe Vives e la Ternana calcio è terminata ai primi di febbraio, paradossalmente proprio mentre sembrava finalmente aver ricominciato ad allenarsi senza più problemi e dolori. Chiuso il mercato di gennaio, la rosa rossoverde aveva due calciatori over in più in rosa. Da mettere, dunque, fuori lista. La società, sentito anche l’allora allenatore Alessandro Calori, decise per il taglio di Diego Albadoro (già fuori lista pure da agosto a gennaio) e dello stesso Vives. La mossa successiva fu la risoluzione del contratto, con l’ex torinista a dare l’addio alla Ternana dopo soli 163 minuti effettivamente giocati.

L’ULTIMA RIVINCITA. Al di là della difficile e sfortunata stagione in rossoverde, Giuseppe Vives, la sua piccola rivincita, se l’è presa, ma stavolta, non più da calciatore bensì da dirigente e accompagnatore. Nel mese di aprile, è tornato a Terni per portarsi via una bella coppa. La squadra della academy fondata ad Afragola da lui e da suo fratello Raffaele, chiamata per l’appunto Vives Calcio e affiliata al Torino, ha partecipato al Primo trofeo Città di Terni per squadre giovanili. La Vives ha vinto il torneo, imponendosi ai rigori nella finale allo stadio Liberati. Beppe Vives era lì, ad incitare i suoi ragazzi accanto a suo fratello che è l’allenatore e a gioire per il trofeo alzato tutti insieme.

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Tifo Toro e per me Vives è stato un grandissimo. Peccato che abbia chiuso la carriera con una stagione così sfortunata..sarebbe stato preziosissimo per la Ternana.

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