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Oshadogan ‘il golfista’: “La Ternana voleva smontarmi, risposi con l’ironia”

L’ex difensore rossoverde si racconta a Gianlucadimarzio.com: “Finii fuori rosa senza un perchè. C’erano bodyguard fuori dai cancelli del campo e liste di persone che non potevano entrare”

Oshadogan? Per quel che mi riguarda, può darsi al golf”. Il clima era sereno, in quegli anni, alla Ternana. Mica come adesso. Adesso in confronto, è tutto tranquillo. La Ternana di allora, siamo nella stagione 2006-07, con i rossoverdi retrocessi in serie C1 era quella della prima gestione Longarini, con Alessandro Dominicis appena subentrato a Luca Ferramosca alla presidenza, i fratelli Montemari in ruoli chiave e una sarabanda di allenatori: quattro l’anno prima, già due in quella stagione quando arriveranno a quattro.

ANNO NERO. L’anno delle cose strane, con tecnici che vanno e vengono, direttori sportivi in sovrannumero e liste di giocatori da mettere alla porta. Uno di questi si chiamava Joseph Dayo Oshadogan (nella foto tratta da Sky.it), padre nigeriano, madre genovese, pisano di crescita e d’accento. Dieci anni prima, era salito alla ribalta per essere stato il primo calciatore di pelle scura a vestire la maglia di una nostra nazionale (l’Under 21 di Cesare Maldini). Dieci anni dopo, è di nuovo nelle cronache nazionali.

Ci finisce perchè La 7, ma anche tante testate, dedicarono un ampio servizio alla sua vicenda. A quando lui, animo ribelle, rispose alla sua maniera a quelle parole del tecnico Maurizio Raggi che se n’era uscito in quel modo, in conferenza stampa, con chi gli chiedeva perchè quel difensore che l’anno prima a Terni aveva fatto così bene era sparito dai radar. Oshadogan si presentò al campo di allenamento vestito di tutto punto da golfista, mazze comprese. 

DIVORZIO  L’ex rossoverde ha raccontato questa ed altre storie della sua carriera a Gianlucadimarzio.com: “C’erano dei bodyguard fuori dai cancelli della sede, avevano una lista di persone che non potevano entrare, io ero tra quelle. La società stabiliva le regole”. Fuori dalla porta, senza potersi allenare col gruppo. Lui come altri: “Venivo dal Monaco, che giocava in Champions – racconta – e strinsi un accordo verbale con la Ternana. Se fosse arrivata un’offerta dalla Serie A mi avrebbero lasciato partire”. Due società lo cercano non se ne fa niente: “Non mi fecero andar via e finii fuori rosa all’improvviso senza un motivo”.

L‘Oshadogan calciatore rossoverde finisce qui: “Chiamavano di continuo, volevano che io firmassi la rescissione, che me ne andassi, avevano deciso che non avrei giocato. Ma a me non stava bene, ero un professionista e il Collegio Arbitrale risolse tutto, nonostante le minacce”. Il siparietto da golfista, che precedette l’addio, è rimasto nella storia: “La Ternana voleva smontarmi, risposi con l’ironia. Qualcuno non capì”.

CAMBIA VITA.  Chiuse a Lanciano, non prima di un passaggio in Polonia, al Widzew Lodz, che gli ha cambiato la vita, perchè poi lì c’è tornato: “Ho vissuto 11 anni in Polonia, mi occupo di scouting internazionale, viaggio molto tra Europa e Africa. Sto lavorando a diversi progetti”.  A golf, allora, ci giocava davvero: “Ma lo faccio ancora oggi, ogni tanto”, dice al sito. E chiude con una frase emblematica: “Non ho mai accettato comportamenti sleali, ho sempre difeso il gruppo, non mi sono tenuto dentro nulla. Ho un solo rimpianto: sarei più diplomatico, ma sempre me stesso”.

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Con il DS laureato! Che comica quella stagione!

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sulla stagione 2006-07 sarebbe da farci un documentario

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