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Ternana, il Decreto Giorgetti non c’è più. E adesso?

Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio

Il provvedimento del sottosegretario che demandava tutto al Tar sul fronte delle iscrizioni ai campionati non è stato convertito in legge ed è decaduto. Restano i ricorsi pendenti

Signori, abbiamo scherzato. Insomma, più o meno il senso è questo. Il fatto è che il Decreto emanato dal sottosegretario con delega allo sport, Giancarlo Giorgetti che in estate aveva sbloccato la vicenda delle controversie su iscrizioni o esclusioni dai campionati professionistici indicando il Tar del Lazio come unico competente a decidere, è ufficialmente decaduto il 31 dicembre.

Entro quella data, infatti, il provvedimento di natura temporanea adottato dall’esponente di Governo avrebbe dovuto essere convertito in legge per diventare definitivo e quindi estendere la sua efficacia anche alle prossime stagioni. Ma questo non è successo, per cui l’effetto è cessato col nuovo anno. Il problema dunque delle competenze  si ripresenterà anche la prossima estate ed il rischio di assistere ad una nuova lunga serie di rimpalli e rimandi è altissimo.

RICORSI PENDENTI. Non solo. Ci sono ancora diversi ricorsi pendenti, fra cui quello della Ternana, che a marzo avrebbe fissata una udienza, nella corsa per ottenere un risarcimento qualora fosse confermato il parere positivo ottenuto. Che succederà ora. Se lo chiede anche l’avvocato Cesare Di Cintio, esperto di diritto sportivo e legale della Pro Vercelli in questa battaglia:

La legge di Bilancio 2019 sancisce la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di contenziosi inerenti le iscrizioni delle società ai campionati professionistici. È esattamente ciò che prevedeva il Decreto Giorgetti prima che quest’ultimo decadesse senza essere convertito in legge. Si pongono così degli oggettivi nodi processuali da sciogliere. Oggi, infatti, coloro che si sono rivolti alla giustizia amministrativa in forza del Decreto Giorgetti, come devono procedere? Nella sostanza è venuta meno la base giuridica che aveva “portato” al Tar i contenziosi sportivi. La stessa base giuridica è poi “riemersa” con la legge di Bilancio 2019, che dà la possibilità di rivolgersi ai giudici amministrativi anche per quanto riguarda i procedimenti pendenti. Ma come? È necessario fare un nuovo ricorso? E che fine fa il primo procedimento presentato dinanzi al Tar sulla base del Decreto Giorgetti?

Di Cintio chiede risposte al legislatore ed in effetti ce n’è assoluto bisogno, sarebbe un primo passo verso la riforma del calcio italiano. L’auspicio è che anche su questo fronte si intervenga, altrimenti c’è il rischio di una nuova estate caldissima

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